Emessa dalla dottoressa Susanna Zanda su ricorso di una Psicologa sospesa dall’Ordine professionale, per “mancato assolvimento” (?) dell’obbligo vaccinale anti-covid19. Non sussiste alcun obbligo a farsi somministrare alcunché. Figurarsi se qualcuno può essere obbligato all’inoculazione di qualcosa, che è coperta da “segreto militare” in quanto arma ed è ben noto che stia mietendo vittime più di uno sterminio bellico.
Quando la legge difende la legalità.
Lo scrivente non è un giurista, tuttavia “potrebbe” per la sua funzione di personaggio rappresentativo della “serietà scientifica” e per la sua discreta competenza scientifica, essere competente anche giuridicamente, per dare una valutazione obiettiva della clamorosa, quanto opportuna in un momento di completo sbandamento politico, sentenza n°7360 del 2022. Stiamo parlando di un ricorso presentato con carattere di urgenza, da una professionista, che si è vista sospesa dal di lei Ordine professionale di appartenenza per essersi, giustamente e legittimamente, rifiutata di an- dare a farsi somministrare un “presunto” vaccino, che invero è tutt’altro e contiene sostanze vietate anche per uso veterinario affatto utili a qualche finalità sanitaria dimostrata. L’effetto della sospensione professionale è la deprivazione del sostentamento economico e la mortificazione morale e psicologica a danno del soggetto che non ha commesso alcuna inadempienza professionale, si è sempre attenuto rispettosamente alla deontologia professionale, mai macchiandosi in vicende immorali o che l’abbiano visto protagonista di atti illeciti. Tanto per capirci e perché risalti sufficientemente l’assurdità del deprivare qualcuno che non ha commesso niente di deplorevole e persino di illegale, dei mezzi per vivere, è bene che sappiate che un dipendente di qualunque privato o di qualunque Ente pubblico, semmai commettesse pure un reato gravissimo, in attesa dei 3 gradi di Giudizio nelle Sedi giudiziarie apposite, non sarebbe affatto deprivato dei mezzi economici di sostentamento minimo per vivere, ma sarebbe posto, in attesa di sen- tenza “passata in giudicato”, al 50% del suo stipendio, rimanendosene comodamente a casa a godere in effetti di un emolumento, senza più dover sostenere le classiche spese sostenute da chi tutti i giorni da casa, deve raggiungere la sede di lavoro, consumando benzina, automobile, vitto fuori casa e quant’altro di oneroso, che obtor- to collo si sobbarcano tutti i lavoratori. Ci siamo fin qui?
Io stesso, ho dovuto conoscere un Carabiniere, poi divenuto mio amico, per cogliere appieno quant’è vessatorio sulla gente per bene, questo incredibile abuso del deprivare un lavoratore del suo reddito, qualora si rifiuti, aggiungo giustamente, di farsi inoculare qualcosa di “coperto da segreto militare in quanto arma”, subendo persino oltre al danno, la beffa di dover dichiarare firmando il “si lo voglio”, di assumersi lui tutte le responsabilità in caso pure di gravissimi danni, a seguito della somministrazione. Dacché chi glielo somministra il qualcosa di igno- to,ècopertodalcosiddetto“scudopenale”. Il mio amico dell’Arma benemerita, che ovviamente si è rifiutato di farsi sparare nel deltoide il grafene e quanto altro di dannosissimo, mi spiegava con amarezza che, un suo collega non proprio perso- na per bene, pizzicato a commettere azioni non proprio legali; durante le ore che indossava la pres- tigiosa divisa, si stava godendo con la propria mo- glie un cospicuo 50% di stipendio, comprensivo di versamenti per la pensione tutti interi. Il che, gli consentiva tutto sommato, di vivere molto meglio di quando doveva recarsi al lavoro e rischiare non poco indossando spesso il giubbotto antiproiettile in operazioni contro la malavita, sulla volante dei Carabinieri spinta a 200 orari. Mente lui, il mio amico, stava stringendo la cin- ghia indecorosamente, pur essendo un Carabiniere ligio al dovere a al decoro della divisa che portava. Colpevole però di aver cura della propria salute e di tenerci alla integrità fisica e psichica. Peraltro degli alti ufficiali erano passati a miglior vita, dopo essersi piegati alla cosiddetta “vaccinazione” e di- versi commilitoni presentavano, chi fegato mos- truosamente ingrossato, chi crollo delle difese immunitarie, cagione “paradossalmente” (si fa per dire) di successivo inquadramento come “malati di covid”, in quanto “positivi” ai serissimi “tampo- ni”, scientifici quanto acqua e olio delle fattucchie- re nel “diagnosticare” le “fatture”. Come minimo quasi tutti, non si sentivano più prestanti fisica- mente come “prima”. Può bastare codesta premessa, per prendermi la liceità di apprezzare scientificamente una senten- za, meritevole di apprezzamento anche giuridico? Fa niente per voi che io non sia un Avvocato? Continuo a scrivere, se per voi non fa niente e preferite “andare al sodo” in questo momento di sovvertimento di ogni legge e di ogni legalità, tan- to che essere Avvocati probabilmente non serve a niente, se non sia ha anche una più estesa capacità di giudizio complessivo.
PUO’ ESSERCI UNA LEGGE CHE OBBLIGA A FARSI INOCULARE QUALCOSA?
In Fisica le leggi sono perentorie e non è dato inter- pretarle a piacere. Es.: un corpo riceve una spinta dal basso verso l’alto, pari al peso del liquido spos- tato. Pertanto una barca immersa in acqua che affonda in trenta quintali di acqua di lago riceve una spinta di 3000 Kg e un pochino in più se affonda in mare. La legge di Archimede non ammette “deroghe” al principio di base, come avviene per l’articolo 32 della Costituzione. Apparentemente ha come ratio la tutela della salute e del diritto dell’essere umano a non subire niente di invasivo nel proprio corpo, ma recita: – nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario, concedendo una deroga alla buona intenzione del tutelare, ag- giungendo: se non per disposizione di legge. Poi per non tradire la ratio, aggiunge ancora: e la legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana. Si evince da questa considerazione su una norma giuridica costituzionale persino, che il Giudice ha facoltà di cantarsela e di la suonarsela, come gli fa più comodo, pur “stretto” tra paletti, per effetto dell’eccepire, che gli avvocati di controparte pos- sono sempre riservarsi a sorpresa. Relativamen- te all’articolo 32, che tantissimo interessa chi si oppone al cosiddetto “vaccino”, a mio umile avviso l’aggiunta “ottativa” alla buona intenzione di tute- lare del – “se non per disposizione di legge” , viene ad essere “ostativa” alla reale possibilità di tutelare ve- ramente un “resistente” all’abuso di chi gli vorrebbe fare qualcosa, contro la sua volontà. Persino capziosa, quanto pleonastica, appare la frase di chiusura – e la legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana. L’abbiamo visto come i pusillanimi cointeressati alla “vac- cinazione di gregge” siano lesti a far notare quel “se non per disposizione di legge” e coprano col gomito la frase restante con una cattiveria mai vista “prima” (del Marzo 2020).
In conclusione, effetti speciali con le parole capziose a parte, nessuna Sede giudiziale può emettere “ordinan- za”, che possa obbligare un essere umano a farsi fare qual- cosa di corporale, contro la sua volontà e che il Governo abbia legiferato in tal senso col DL 44/2021 ART 4, con- vertito in legge n 76/2021 è tutto da vedere nel dettaglio quanto non sia “antigiuridico” persino. Vediamolo. Il primo punto da rilevare è questo: ad essere “colpito” selettivamente è il personale qualificato surrettiziamente “sanitario”. Comprendendoci Infermieri, Medici e altre figure forzosamente inserite. Poi non dovrebbe sfuggire che tali tipologie di lavoratori, se giustamente richia- mano l’articolo 32 della Costituzione e tale tutela legale non gli viene accolta, per motivi politici e non certamente sanitari, hanno diritto di essere adibiti a funzioni, anche inferiori. Anche qui, che vengano invece deprivati dello stipendio, stride fortemente con la legalità. Non vi pare?
A CONSULTO CON UN MEDICO SERIO AL DI SOPRA DELLE PARTI.
L’antico proverbio che suona: “non chiedere all’oste se il vino è buono”, si attaglia al momento tragico, anziché no, che vede in “servizio” solo e soltanto medici che si sono piegati, obtorto collo o lieti di tutelarsi da una infezione terribile, peggiore della peste bubbonica e non quelli che potrebbero dire come stanno realmente le cose. Dacché al fine precipuo di far fuori chi poteva dare un parere serio e scientificamente corretto, sono stati tutti sospesi, deprivati dello stipendio che ricevevano dalla strutture sanitarie dove operavano e mortificati come fossero degli untori, che se non allontanati, avrebbero appestato la gente che li avesse avvicinati. La dottoressa, che io preferisco ovviamente al “collega” maschio, perché è più attraente, se non altro, se lavora col SSN, ugualmente ha dovuto: o piegarsi a farsi iniet- tare l’ignoto o ricorrere ad alternative. La più “gettonata” è stata quella di farsi tipizzare con il serissimo scientifi- camente “tampone”, come “soggetto positivo al covid”, subito dopo “guarito” da un male magari “asintomatico” (ma le malattie asintomatiche sono inguaribili, per defi- nizione clinica!). Comunque guarito, “burocraticamente”, grazie al riscontro pregno di Scienza, del tampone negativo.
In questo modo, che fa ridere i polli, è stata data la pos- sibilità di non essere buttati fuori dal lavoro e deprivati dello stipendio. L’alternativa alla quale sono ricorsi i medici “VIP”, ricchi e potenti socialmente, l’ha resa nota il mio amico Alessandro Meluzzi. Si, il celeberrimo Prof. Meluzzi, che spiegò come c’è anche la possibilità di farsi somministrare il “vaccinofiction” a base di siringa vuota e senza ago, qualora si voglia adempiere al dovere civico raccomandato persino dal santo padre, senza cor- rere il rischio di ritrovarsi col proprio nome e cognome riportato su un necrologio o in un reparto di Medicina d’urgenza, affetti da neo-patologie stranamente insorte subito dopo essere stati “immunizzati” col “salvavita”. Giuro che non mi sto inventando che per effetto del “sal- vavita” si può defungere o come minimo finire in noso- comio. E’ stato riportato spessissimo (ma sempre assai meno di quanto sarebbe occorso) su “coraggiose” testate giornalistiche o diffuso da “mass media” poco “allineati”, da quando ha preso il via l’operazione di “contenimento della pandemia”. In genere nei “de cuius” da “vaccino” non c’era nesso di causalità, così si dice in Medicina lega- le, con la somministrazione progettata dal “Filantropo” Bill Gates per il “grande reset”, in quanto in tutti e dicasi tutti, i passati a miglior vita, anche giovani che scoppiava- no “prima” di salute, la causa del decesso veniva ad essere ufficialmente registrata come: “arresto cardiaco”.
Io personalmente in quasi 40 anni di professione medi- ca, non ho mai visto un morto con cuore battente. Se non “un dichiarato morto” per fini di depredazione di organi. Tutti quelli che muoiono finiscono in arresto cardiaco. Per correttezza medico legale però un Medico serio “do- vrebbe” aggiungere anche la “causa” di morte, nella ca- sella prima. E guarda caso è concessa la scorrettezza deontologicamente riprovevole, ai medici che stilano i certificati detti ISTAT, “a favore” (!) dei deceduti subito dopo la “vaccinazione”. Meglio che non aggiunga dopo quanti giorni dal “vaccino”, non “è più possibile” correla- re la morte con tale somministrazione, per legge emanata dal Governo.
UNA NOTIZIA INCREDIBILE MA VERA DEL 22 Luglio 2022.
Come da “sorprendente” dichiarazione di pochi giorni fa, che: “qualora se ne fosse andato” il “premier”, non ci sarebbe stato più obbligo “vaccinale”, la Federazione Nazionale dell’Ordine dei Medici, con istanza presentata il giorno dopo la dipartita dell’uomo tanto caro persino ai clochard, chiede più autonomia sull’obbligo al pun- turone, lasciando agli Ordini solo le valutazioni deonto-logiche. Significa che, come da buon senso, ai Presidenti degli Ordini rima- ne il compito di sospendere gli iscritti, qualora abbiano commesso violazio- ni gravi deontologicamente rilevanti, non già per l’inconsistente motivo del non volersi sottoporre a inoculazioni soltanto cagionevoli di danni, quanto oggettivamente inutili. Peraltro è da dire che non tutti gli Ordini di tutte le provincie, hanno ritenuto esserci la necessità “sanitaria” di sospendere an- che i Liberi professionisti, che operano nel loro Studi privati, nemmeno aper- ti al pubblico. Comunque dalla new dell’ultima ora, non può non evincersi chiarissimamente, che certi decreti le- gge sono stati emessi per mera deriva autoritaria da pessimi politici, nemme- no eletti da nessuno, in preda a veri e propri deliri di onnipotenza. Dovesse non ancora essere chiaro, la pandemia si è retta sui “farlocchi tamponi”. Fer- mando questa ridicola, deplorevole e denunciabile alla Magistartura, “farsa dei tamponi”, per ottenere una severa condanna per truffa contro chi la ha praticata e continua a praticarla, fi- nirebbe in meno che non si dica, la pandemia stessa. Senza l’abuso della credulità popolare, del dar a bere che i tamponi, sono “evidenze scientifiche” (!!!), mai sarebbe cominciata la assur- da narrazione della pandemia. Mai sarebbe stata “chiusa” l’Italia. Mai si sarebbe vista gente “mascherata” con demenziali “museruole”. Tantissime persone costrette al punturone, col ricatto più ignobile, sarebbero ancora in vita. Detto questo, per dovere di riportare quel che sta accadendo, passiamo alla sentenza encomiabile uscita dalla penna provvidenziale della Giudice meritevole di affettuosi abbracci e sen- titi ringraziamenti pubblici.
COME DIFENDERE IL PROPRIO ASSISTITO.
Molte vittime delle deriva dittatoria- le, che ha portato alla pazzesca legge n°76/2021, successivamente sono state vittime della sfiducia nella legge e non hanno osato avventurarsi in un ricor- so giudiziario avverso alla sospensio- ne dello stipendio. Gli stessi avvocati partivano sconfitti considerando che andare contro la “legge” ci si schianta come andare contro un muro. Invo- cando l’articolo 32 della Costituzione, c’era sempre quell’aggiunta contaddit- toria “se non per disposizione di legge”. Legge emanata da chi? Normalmente il Parlamento legifera dopo approva- zione di ben 2 camere: dei deputati e dei senatori. Poi, la rende esecutiva. In “emergenza sanitaria”, dovendo “con- tenere una pandemia” di “casi positivi al tampone asintomatici”, deputati e senatori hanno contato come il 2 di coppe e praticamente ha legiferato un vero e proprio “dittatore” con “pieni poteri”. La legge emanata era esecrabi- le, comunque è da dire che anche ade- guarsi ad un dettame tanto antigiuri- dico non è meno esecrabile. Questo va detto, per amore di verità e per “strin- gere la mano” con infinita stima a tutti quelli e quelle, che ovviamente, avendo il cervello acceso e perfettamente fun- zionante (da quando ho scritto l’ultimo articolo sul n°42, preferisco dire che a funzionare è stato il 2° cervello, ovvero quella Intelligenza con la I maiuscola che ci viene dall’interno di ogni atomo, di cui siamo fatti), di fronte al pericolo di perdere la vita o come minimo l’inte- grità e del sistema immunitario, hanno messo in secondo piano lo stipendio. Senza stipendio si vive lo stesso, anche andando a fare la fila alla “caritas”. Con la pericardite e col cancro, no.
Questo per fare un encomio al Legale che si è preso a cuore il ricorso della do- ttoressa sospesa dall’Ordine di Firenze e per dire alla Giudice del Tribunale di Firenze, che merita un monumento, grande quanto la statua della Libertà. L’Avvocato Raul Benassi credo che ab- bia capito che la “legge de quo” era una vergogna e non ha temuto il rigetto del ricorso, con cui i “giudici” tagliano cor- to, ricorrrendo alla formula infingarda della “inammissibilità” (della serie: c’è una legge, attaccati e tira forte). Quindi, intanto l’avvocato non era affe- tto da “inversione psicologica”. E’ una sorta di malversione mentale, che può affliggere tutti i professionisti: dall’av- vocato, al medico, all’ingegnere che fa un palazzo. Sappiatelo che il costrut- tore che “cova dentro” un “demone”, quando vi fa la casa odiando i “calcoli del cemento”, ve la fa crollare. Come pure il medico che vi cura, incline al male, vi darà un rimedio peggiore del male. Infine, l’avvocato attratto più dall’illegalità, che dalla legalità, non vi sorprendete se vi farà perdere la causa, pure se avete piena ragione.
Di questi tempi gli invertiti psicologici sono molti di più dei “retti moralmen- te”, per la semplice ragione che a salire sul carro della “maggioranza”(?) i pu- sillanimi si sentono più sicuri. I pusilla- nimi (pecore) però, non i lupi o meglio ancora i “felini”. Grazie a Dio le ruote del carro dei pe- coroni ultimamente stanno scricchio- lando di brutto. Un po’ come al tempo della dittatura (assai più lieve di quella attuale) fascista, che si assistette al cam- bio della camicia, appena arrivarono gli americani. Ora mi pare, dalla new del 22 Luglio, a cui ho fatto cenno, che molti Presidenti degli Ordini professionali stanno svegli la notte e “pre-occupati” non poco. Per risarcire i danni economici e morali ed esistenziali a tutti i sospesi, che “potre- bbero” richiederli, non potrà bastar loro ridursi in brache di tela. Sarebbe anche giusto, se finisse che debbano ri- sarcire. Troppo comodo dire: ero ob- bligato.
COME FARE IL GIUDICE GIUDIZIOSAMENTE.
Tutti voi dovreste ricordare come fece Salomone a fare la sentenza giusta. Ora vediamo come ha fatto la Giudice Susanna Zanda.
Vi ho anticipato che non è una disamina giuridica, piuttos- to una valutazione squisitamente scientifica.
Intanto la Giudice ha citato l’articolo 4 della costituzione, che recita testualmente: “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro … ecc … ecc …”
L’aver “premesso” molto intelligentemente la Giudice che il diritto al lavoro è “acquisito per nascita”, per una sorta di “diritto naturale”, che lo rende un “principio” e non gà una “norma giuridica”, che può essere derogata (!), taglia la testa al toro a che non possa assolurtamente essere am- missibile che un Ordine professionale abbia il potere di “concedere” un diritto naturalemente goduto per nascita (il diritto al lavoro), “condizionandolo” alla “sottoposizio- ne” ad un trattamento iniettivo contro Sars cov 2.
Della serie: “se ti fai il punturone, hai diritto al lavoro, se no, non hai diritto”.
Con una premessa del genere, la Giudice ha posto una base solida come quella dove poggia la statua della libertà. Un diritto naturale non può essere tolto. Fate attenzione a questo punto e voi che siete stati sospesi dallo stipendio, tenetene conto, per decidere se “rompere le reni” a chi vi ha sospeso, chedendogli i risarcimenti o soprassedere. Pe- raltro è da ricordare alla Giudice Zanda, che i lavoratori dipendenti, paradosalmente dopo essere stati presi a leg- nate pesantissimamnete colla sospensione dello stipendio, sono stati ulteriromente beffati, con l’assurdo diniego ad essere licenziati. (Ovviamente, dacchè con l’erogazione del TFR avrebbero potuto sostentarsi e mangiare, mentre la ratio della “legge” (!!!) era: o ti fai il punturone o muori di fame. Peraltro so di medici, paramedici, militari, ecc…,talmente nauseati dal far parte di certe amministrazioni pedisseque alla narrazione covid, che con gioia, sarebbero andati persino a fare altri lavori, ma non hanno potuto far- si assumere altrove, mancando il licenziamento). Continuiamo con l’analisi di quel che di geniale ha scritto la Giudice. Dopo aver messo in rilievo ineccepibile che è antigiuridico condizionare il diritto al lavoro, con l’accettazione di una somministrazione invasiva nel corpo, rileva con arguzia che il decreto legge (già fatto notare come antigiurico) si propone lo scopo:
– Di impedire la malattia e di assicurare condizioni di sicu- rezza in ambito sanitario.
Poi dice, ancor più argutamente:
– Rilevato, tuttavia, che questo scopo è irraggiungibile per- ché sono gli stessi report di AIFA ad affermarlo e consi- derato che … !!! di fatto, si assiste al risultato opposto a quello che si voleva raggiungere con la vaccinazione, ovve- ro un dilagare del contagio con la formazione di molteplici varianti virali e il prevalere numerico delle infezioni e de- cessi proprio tra i soggetti vaccinati con tre dosi; considerato che l’art. 32 comma 2 Costituzionale non è “in radice” applicabile, anche a voler prescindere dalla viola- zione della riserva di legge, proprio per la mancanza di benefici per la collettività, rilevato infatti che l’art. 32 cost. all’interno della carta cos- tituzionale “personocentrica” dopo l’esperienza del nazi- -fascismo non consente di sacrificare il singolo individuo per un interesse collettivo vero o supposto è tantomeno consente di sottoporlo a sperimentazioni mediche invasive della persona, senza il suo consenso libero e informato, considerato che un consenso informato non è ipotizzabile allorquando i componenti dei sie- ri e il meccanismo del loro funzionamento è, come in questo caso, coperto non solo da segre- to industriale ma anche, incomprensibilmente, da segreto “militare”; considerando che quindi a tutt’oggi dopo due anni ancora non si conos- cono i componenti dei sieri e gli effetti a medio e lungo termine come scrtitto dalle stesse case produttrici mentre si sa che nel breve termine HANNO GIA’ CAUSATO MIGLIAIA DI DECES- SI ED EVENTI AVVERSI GRAVI; considerato che l’art. 32 Cost. e coerentemente le varie con- venzioni internazionali sottoscritte dall’Italia vietano l’imposizione di trattamenti sanitari senza il consenso dell’interessato perche’ ne verrebbelesalasua DIGNITA’, valoreche sta alla base delle molteplici norme della nostra Costituzione rigida e che sostanzia l’Art. 1 della Costituzione (non a caso) della Germania. LA DIGNITA’ DELL’UOMO E’ INTANGIBILE ART. 1 TEDESCO considerato che il consenso deve essere libero e informato e in questo caso la dottoressa (ricorrente) N O N intende leggi- ttimamente prestarlo; considerato che l’obbligo vaccinale – imposto per poter lavorare – viola ictu oculi (Nota di Corbucci: significa a colpo d’occhio) gli Art. 4, 32, 36 Cost. che, ponendo al centro “la persona” e difendendola PRIMA DI TUTTO DALLO STATO, n o n consente allo Stato e a tutti i suoi apparati centrali e periferici (come anche gli ordini professionali) di imporre alcun obbli- go di trattamento sanitario senza il consenso dell’interessato; rilevato che il nostro ordinamento e i tratta- ti internazionali vietano senza alcun dubbio qualunque trattamento sperimentali sugli esseri umani, e che vi sono regolamenti come il n. 953/21 e risoluzioni UE come la n. 2361/21 che specificamente vietano agli stati membri di at- tuare discriminazioni in base allo stato vacci- nale Sars Cov 2;
considerato che l’ordine professionale (della ricorrente) col provvedimento de quo viola questa normativa immediatamente applicabile, è attua una innegabile discriminazione della dottoressa ricorrente, rispetto ai colleghi vac-cinati che possono continuare a lavorare pur avendo le stesse possibilità di infettarsi e tras- mettere il virus; ritenuto che che per questi motivi sussista il dedotto “fumus boni iuris” ossia l’illecita im- posizione da parte dell’Ordine di appartenenza di un trattamento iniettivo che ha già causato eventi avversi gravi e morte, e in fin dei conti con una sostanziale “accettazione del rischio” di verificazione di tali eventi nefasti per la ricor- rente; d’altra parte le autorità sanitarie della Regione Toscana e il consiglio dell’Ordine Professionale (de quo) della Toscana NON POSSONO NON ESSERE AL CORRENTE DEL DILAGARE DEI CONTAGI NONOSTANTE l’80/90% della po- polazione sia vaccinata contro Sars Cov 2 e sono anche al corrente o DOVREBBERO ESSERLO, del dilagare del contagio tra vaccinati con 3 dosi, degli eventi avversi anche gravi e morta- li di soggetti vaccinati, si tratta infatti di dati pubblicati dallo stesso Ministero della Salute, per cui appare illecita sia l’emanazione che il successivo perdurante mancato ritiro in autotu- tela da parte dell’Ordine di appartenenza, di quel provvedimento di sospensione assunto in data 19.10.21 e tuttora vigente fino al 31.12,22; ritenuto che per questi motivi la ricorrente non possa essere costretta, per poter sostentare se stessa e la sua famiglia, a sottoporsi a ques- ti trattamenti iniettivi sperimentali talmente invasivi da insinuarsi nel suo DNA alterandolo in un modo che potrebbe risultare irreversibile, con effeti ad oggi non prevedibili per la sua vita e salute, CONSIDERATO che sotto un profilo epide- miologico la condizione del soggetto vaccinato non è dissimile da quello n o n vaccinato per- ché entrambi possono infettarsi, sviluppare la malattia e trasmettere il contagio, ritenuto che dunque l’imposizione dell’obbligo vaccinale per svolgere la professione sia del tutto discri- minatorio e violi il regolamento europeo n 951/2021 self executing che vieta discrimina- zioni dei cittadini europei fondate sullo stato vaccinale; vista la risoluzione del Consiglio di Europa n. 2361/2021; Regolamenti (CE) 726/2004 (art. 14 bis) e 507/2006.
FESTEGGIARE LA VITTORIA.
Una Giudice ha dato lustro all’Italia Anche se il Ministro della Sanità ha definito “una vergogna” la correttis- sima esemplare sentenza della Giu- dice di Firenze, è lapalissiano che dovrebbero vergognarsi tutti quelli che hanno sputato sul Diritto Natu- rale, sulla Costituzione e sulla logica scientifica stessa (loro le chiamano evidenze scientifiche), pur di vessare i cittadini per bene e dotati di intelli- genza e di cultura scientifica vera, che non si sono piegati al progetto di dimi- nuzione della popolazione, definito di contenimento della pandemia. L’in- ferno per chi ha emesso decreti legge contro la vita e poi reso esecutiva leggi contrarie a tutte le leggi precedenti, è garantito. La Giudice Zanda fino a quel pun- to riportato, aveva ben concluso per arrivare al PQM atto a sospendere l’insano provvedimento dell’Ordine professionale, che scelleratamente (o pedissequamente senza riflettere) ave- va sospeso una iscritta, solo perché giustamente si rifiutava di dare il pro- prio consenso ad un trattamento di fat- to mortale e comunque cagionevole di gravissime complicanze, fatto passare per sanitario.
Ha fatto benissimo a chiarire nella sentenza che:
“Ogni Giudice nazionale chiamato a pronunciarsi nell’ambito delle pro- prie competenze ha, in quanto orga- no di uno Stato membro, l’obbligo di disapplicare qualsiasi disposizione nazionale contraria a una disposizione del Diritto dell’unione che abbia effe- tto diretto nella controversia di cui è investito”. Come dire che ometterebbe di svolge- re il proprio lavoro, se non lo facesse. Questo dovrebbe essere un monito per i suoi colleghi, che per far prima, qualificano il ricorso a loro inviato per il giudizio, “inammissibile” o peggio ancora lo archiviano senza nemmeno leggerlo. Credo che dovrebbero rispondere di “omissione di atti d’ufficio”, se è vero (e non può non essere vero) che il Giudice ha l’obbligo (direi anche mo- rale) di disapplicare disposizioni che stridono con il Diritto internazionale. (Direi anche che stridono con il Diritto naturale e con principi umani irrinun- ciabili).
CONCLUSIONE DELLA SENTENZA.
Visto l’art. 669 comma 2 sexies e 700 c.p.c.
Il Giudice, sospende il provvedimen- to dell’Ordine Professionale di Firenze, che vieta alla ricorrente di esercitare la professione (sua) fino alla sottoposi- zione al trattamento sanitario iniettivo contro Sars Cov 2, autorizzando quin- di l’esercizio della professione senza sottoposizione di trattamento inietti- vo, lavorando in qualunque modalità (sia in presenza che da remoto) alla stessa stregua dei colleghi vaccinati. Fissa per conferma, modifica o revoca del provvedimento in contraddittorio l’udienza del 15 Settembre 2022 ore 10,00. NOTA MIA. Auspico che chi si presenterà al “con- traddittorio”, faccia la figura penosa che merita, se vorrà difendersi anco- ra adducendo il “contenimento della pandemia”.
CONCLUSIONE MIA.
Con la deferenza dovuta alla Giudice Dottoressa Susanna Zanda, consape- vole che non ha bisogno del mio appre- zzamento e della mia ammirazione, in quanto milioni di cultori della liberta, della Costituzione e dei sani principi la stanno applaudendo, le dico che sono stato molto onorato, di aver po- tuto “spulciare”con l’umile occhio di chi spulcia prosaici testi tecnici, la sua magistrale sentenza, degna di pas- sare alla storia come “ESEMPLARE”. Nonché felicissimo per la dottoressa incivilmente sospesa e speranzoso, a questo punto, che finiscano nei guai giudiziari pesantissimi, tutti quei sog- getti, che con la scusa dell’adempiere ad dovere di rispettare gli “ordini su- periori”, si sono crogiolati nel piace- re insano di rovinare la vita di persone per bene, perché in preda al delirio di onnipotenza di chi è una nullità e si vede investito di un pieno potere.
A dirla tutta il delirio di onnipotenza ha colpito anche il gestore del ristoran- te, del bar, dell’esercizio commercia- le; quando si è fatto lecito chiedere, investito senza esserlo di un potere che nemmeno la Polizia poteva avere, un documento coperto dalla legge sulla Privacy. Figuriamoci se poteva non colpire il Presidente di un Ordine pro- fessionale, che normalmente quando va in giro, se non lo fa sapere a tutti i passanti, che lui è un “pezzo da 90”, scoppia dentro.
Da come si stanno mettendo le cose ul- timamente, credo però che per questi soggetti è in arrivo una pioggia di ri- corsi, anche in sede penale. (Amen). Qualora pensino di cavarsela dicendo che avevano ricevuto “ordini supe- riori”, ad esempio dalle Federazioni nazionali, la scusa assomiglia a quella che addussero i criminali di guerra di fronte al Tribunale i Norimberga. Fu- rono condannati ugualmente per stra- ge.
Ordini contrari alla legalità e alla mo- rale, non devono essere eseguiti. Credo che i Funzionari di Polizia che hanno dato l’ordine di fare violenza estrema contro miti cittadini e don- ne incinta, che stavano pacificamen- te seduti in una piazza a dimostrarsi contrari a dittatoriali provvedimenti, non se la potranno cavare dicendo che l’ordine era partito dal Ministro degli Interni. E per effetto di una “catena di sant’antonio”, finiranno nei guai dagli Ispettori ai privi di grado. Quantomeno si spera che l’esito fina- le di questa assurda sceneggiata sul covid, sia la condanna in penale di moltissime persone, che non gli è par- so vero di poter dar sfogo alle loro più inconfessabili frustrazioni.
Qualora non si fosse capito bene, che anche i vaccinati possano risultare “positivi” ai tamponi è ovvio. DATO CHE I TAMPONI SONO UNA PA- GLIACCIATA. Non perché continui il “contagio” di una malattia contagio- sa, come qualcuno è portato a pensare o a credere.
La “vaccinazione”, se ancora non si fos- se ben afferrato concettualmente, non ha niente a che vedere con il vaccino. E’ ovvio che non immunizza un cavolo di che.
Anzi le sostanze dannosissime per la salute che contengono i “sieri” che ad onor del vero non sono nemmeno sieri, distruggendo le difese immunitarie di chi si è fatto inoculare, espone questi soggetti resi debolissimi, ad ogni possi- bile infezione e non solo alle infezioni. Per questo i ricoveri in ospedale sono aumentati dopo la “vaccinazione”. Ci siamo coi concetti o crediamo anco- ra alle idiozie della TV?
UNA DOMANDA AL LETTORE.
Alla luce di come con questo anomalo articolo ho reso chiara la sentenza della Eccellente Giudice Susanna Zanda, pensate anche voi che questa sentenza sia una vergogna oppure vi siete fatti l’idea che dovrebbe vergognarsi chi si è permesso di qualificarla tale e di man- care di rispetto ad un Giudice? Io più chiaro giuridicamente e scien- tificamente di come sono stato, non potevo essere. La Giudice da par- te sua è stata chiarissima nel dire che la “condizione epidemiologica del non vaccinato è la stessa del si vaccinato”. Che sia oggettivamente molto, molto, molto peggiore, quella del sottoposto a punturone, (non mi va di chiamarlo vaccinato) lo dicono i dati di fatto. Dovesse esserci ancora qualcuno che appoggia le sospensioni dal lavoro e la deprivazione dello stipendio, dimostrerebbe che è vero tutto quello che ho scritto nel mio articolo sul numero 41, relativamente all’inutilità assoluta dell’avere 5 lauree e un cervello “colto” nella scatola cranica. Questa evidenza scientifica vera apre nuovi orizzonti conoscitivi sbalorditivi.
PROSSIMI INTERVENTI DELLA MAGISTRATURA PREVEDIBILI.
Stranamente nel deltoide dove si è ino- culato il “vaccino” (non lo è un vaccino) si assiste ad un inquietante fenomeno “elettrologico”: si sprigiona un effetto magnetico sufficiente a mantenere at- taccata una forchetta sul piano cutaneo. Qualcuno (comunque “terrapiattista”, non colto scientificamente) lo ha spie- gato con la presenza massiccia del “grafene” (un polimero del Carbonio n.a. 6), noto buon conduttore di elettricità. Anche professionisti molto preparati scientificamente hanno dato la stessa spiegazione, mentre “ufficialmente” si dice che la storiella degli oggetti me- tallici, che rimarrebbero attaccati alla zona di inoculazione “anti-pandemia”, sarebbe una delle tante fake, studiate ad arte da “complottisti”, per non far ”afferire” la gente in quei “tendoni da circo”, dove si salva la vita alle persone, le quali stanno benone prima di afferire e successivamente qualche piccolo dis- turbo fisico, “sembrerebbe” che lo ac- cusino. Ma anche questa affermazione e non certo semplice asserzione, è qua- lificata fake. Per non parlare poi di chi dice di abitare in un condominio dove tutti quelli che non sono andati a farsi il “punturone salvavita” li incontra per le scale, mentre gli altri li ha visto scende- re nei feretri. Ovviamente si tratta di un fanfarone, che al massimo ha frequen- tato la 3° elementare alle serali, giacché il pluri – laureato non osa affermare si- mili scempiaggini. Giusto: non osa. Grazie a Dio alla fine del mese di Luglio è circolata la notizia vera, che un Parla- mentare si sia preso la briga di ritenere che è arrivato il momento della verità. Evitando di fare nomi, tuttavia elogian- do il personaggio non nominato, per la sua serietà, già dimostrata in preceden- za, stiamo parlando di chi finalmente ha deciso di sottoporre alla Magistratu- ra la domanda fatidica: “vogliamo ve- dere cosa contengono i cosiddetti vacci- ni anti covid ?”
Dacché “ufficialmente” le Istituzioni vorrebbero cavarsela con la “peregrina” risposta: “sono armi coperte da segreto militare”. Fino a prova contraria per arma si intende qualcosa atta ad offen- dere. A meno che un’arma calibro 38, non si voglia dire che, serve ai sacerdo- ti per fare del bene ai fedeli, tant’è che la portano in una fondina sotto i paramenti sacri, la domenica, durante la santa messa.
Il lavoratore ricattato con: “o ti fai inoculare l’arma coper- ta da segreto militare o perdi lo stipendio”, che inorridisce un pochino, non mi pare che sia “corretto politicamente” (le 2 parole invertitele) qualificarlo “no vax”. Perché non: “no arma coperta da segreto militare”? Troppo lunga la definizione? Per farla breve aspettiamo il “responso” della Magistratu- ra. L’ottimo “Giudice storico” Salomone farebbe presto: prenderebbe i signori politici, i quali fanno pressing per la “vaccinazione”, li metterebbe seduti di fronte a se, poi fa- rebbe comparire delle siringhe con dentro il vaccino preso dalla scatola dei vaccini destinati al popolo. Nel caso in cui se la dessero a gambe urlando inorriditi, presagendo l’en- trata dell’ago nel loro deltoide, darebbero un segno chiaro, che il “salvavita” fa tutt’altro che “immunizzare” contro un virus, che in effetti non è mai stato trovato. Già si evin- cerebbe che il “contenuto” del flaconcino non è affatto un prodotto sanitario. E questo già sarebbe sufficiente per far emettere ad un Giudice una urgentissima ordinanza di “ tutela inibitoria”: procedimento giudiziale con il quale si ordina ad un soggetto di astenersi da un comportamento antigiuridico. Se non è un comportamento antigiuridi- co costringere la popolazione a farsi iniettare qualcosa che i politici, al sol vederla, fuggirebbero via urlando, come se li stessero per far mordere da un cobra, anda- re in un supermercato a fare una rapina uccidendo la cassiera e mezza dozzina di clienti, diventa si e no una “birichinata”.
Nella foto non state vedendo un feroce assassino. In confronto a quel che hanno fatto certi “signori”, è al massimo un “birichino”.
Perché no, anche una bella e democratica legge che sospenda la stipendio a chi non dona il sangue, dare- bbe moltissimo lustro alla s.r.l. che tiene sotto l’Italia. Facendo un piccolo “sondaggio” tra i cosiddetti do- natori, non resi edotti che è una provocazione la proposta indecente, viene fuori che la proposta di legge sarebbe plaudita quasi a “suffragio universa- le”. Il quasi si può togliere. Da come si stanno mettendo le cose, con il “silenzio assenso” relativamente alla “depredazione di organi” , non è assurdo che si legiferi un giorno, se resterà al potere la classe politica mai eletta da nessuno, per l’obbligo della donazione; sfruttando la facilità con cui il popolo si farebbe fare di tutto, pur di non per- dere lo stipendio.
PICCOLA RIFLESSIONE IN CAMERA VERITATIS.
Prima di inviare l’articolo in Redazione mi sono ritira- to mezz’ora all’ultimo piano della mia residenza, dove anticamente sembrerebbe che ci si ritirassero un gru- ppetto di religiosi a pregare di fronte a una icona sacra, cha ancora sta lì. Mi sono assorto in una riflessione in “camera veritatis”, come si suole ancora dire. Ten- dendo conto che le persone afferiscono negli HUB, di “loro sponte” (non li porta nessuno puntando fucili) e firmano il “si lo voglio”, non me la sento di condannare SOLTANTO i cosiddetti politici; Loro intanto “legano il somaro dove vuole il padrone” . Locuzione prosai- ca, ma efficace. I tanti che girano ancora con le “mu- seruole” ben aderenti al naso e fuori il caldo farebbe evaporare i “droplet” in un millesimo di secondo, sono la prova provata che si instaura un gioco perverso tra vittima e carnefice e che se noi, che scriviamo questi ar- ticoli (mi sa che li scrivo solo io così chiari. Lo dico non per vantarmene, quanto per prendere atto di quanto convenga di più essere vili), per difendere i diritti dei “vessati”, riuscissimo davvero a fermare la vessazione, molti “italiani” (si fa per dire) sentirebbero la man- canza dei carnefici e li “reinventerebbero”. Oggettivamente non soggettivamente, si ha la netta sensazione che Giudici eccellenti come la Dottores- sa Susanna Zanda, nonostante si diano da fare per difendere i diritti dei vessati, applicando la Legge in modo magistrale, esemplare, ineccepibile, siano per- sino malvisti da qualcuno, più propenso a rimanere innamorato del carnefice, che lo sta riducendo “ecce homo”. Mi sono reso conto con avvilimento, che non sono po- chi, quelli che hanno applaudito il Ministro della “sa- nità” (ci devo mettere le virgolette per forza), il quale ha commentato in modo affatto confacente ad un parla- mentare altolocato, che la sentenza emessa dalla Giu- dice di Firenze, è una vergogna.
Perché io mi dovrei dare da fare a scrivere articoli come quello che state leggendo in finale, tenuto conto che, come minimo, potrei essere maledetto, da molti di quei tipi, che stanno dalla parte di chi li massacra spi- ritualmente, moralmente, fisicamente? Mi ricordo che quando una donna del sud, disse che nella sua città “covid non ce n’è”, molti inferociti letteralmente, vole- vano ammazzarla.
A chi dovesse piacer di più che “covid ce n’è” e arri- vare a fare la programmata nona dose, io non rivolgo per niente il mio pensiero. Piuttosto, dopo mezzora che sono stato in silenzio all’ultimo piano, passata la mezzanotte, sono arrivato a concludere che in effetti scrivo in primis per me stesso. Ovviamente sono inor- ridito di vivere in un contesto di … medici persino; che orgogliosamente si definiscono “si vax”. Essere orgo- gliosi di caldeggiare l’inoculazione di un’arma coperta da segreto militare, persino nei bambini è a dire poco … sconcertante. Pensare che in caso di bisogno ma- lauguratissimo, mi troverei di fronte un “collega” (me ne guardo bene di sentirmi tale) con tali “inclinazioni professionali”, non mi pone in uno stato d’animo di tranquillità. Anzi per dirla tutta: il medico che avesse fatto il “vaccino fiction”, dacché ricco e potente, lo ve- drei con una certa simpatia, rendendomi conto che si deve pur mangiare. Che non tutti sanno adattarsi a fare lavori umili, come potrei fare io, in extremis, lo capis- co pure. Non lo plaudo. Mi preoccuperebbe molto, molto, molto di più, il medico che incredibilmente pensasse che nel flaconcino c’è davvero qualcosa che immunizza da qualcosa. Tempo sprecato all’Univer- sità dai Docenti seri e risorse sprecate, che avrebbero potuto essere impiegate molto meglio: per finanziare una scuola di falegnameria.
Di fronte a questa penosa eventualità, mi rasserena un po’, sentire lo “spirito di corpo” con chi ammira la Giudice di Firenze. Ergo: scrivo per me, ma anche per auspicare la vicinanza con questa gente affine probabilmente a me. Dopo aver ripetuto il ringraziamento, sentito con tutto il cuore, alla Giudice Susanna Zanda, ringrazio di esistere la Onorevole Sara Cunial, il Senatore Gianluigi Paragone, l’Avvocato Edoardo Polacco e tutta la schiera di “difensori della VITA”, che stanno dando, OFFRENDO LE LORO SERISSIME COMPETENZE SCIENTIFICHE, una spe- ranza di poter ottenere giustizia piena a tutti coloro che, come me provano orrore, all’idea di essere inoculati con quella roba, coperta da segreto militare, in quanto arma. Come del resto proverebbero orrore tanti politici, se un Giudice risoluto come Salomone, puntasse l’ago di sirin- ghe cariche con “vaccino vero” verso il loro muscolo deltoide.
IL PROCESSO di NORIMBERGA
Obbligare gente che deve la- vorare per sostentarsi (i dipen- denti dello Stato hanno fatto la pacchia, rimanendosene a casa e percependo lo stesso lo stipen- dio) a non uscire di casa (doveva dimostrare alle Forze di Polizia che si trovava in strada per un motivo valido, compilando un apposito modulo, che cambiava nella forma di giorno in giorno) dacché c’era una “pandemia” da contenere in tutti i modi; rappresenta un crimine verso l’umanità terribile. Mai nella storia dell’uomo si era assistito ad un “abuso della credulità po- polare” di tale fatta. Gli “auto- nomi” sono stati sospesi nelle loro attività artigianali, profes- sionali ecc …, annullando loro i rispettivi “codici di attività”, per impedire l’emissione di fattura- zione. Gli esercizi commerciali sono stati chiusi di autorità dal- le Polizie Locali. Le conseguenze economiche sono state devastan- ti. Da “apocalisse”.
I mass media per rendere la cosa ancora più drammatica, sono ricorsi alla trasposizione di bare mortuarie di una sciagu- ra in mare, fatte passare per i feretri in uscita da un ospedale, contenenti deceduti di covid-19, da sottoporre a cremazione per “contenere la pandemia”. Dar ad intendere che un cadavere eietta coronavirus, (i morti non diffondono virus, dovrebbe sa- perlo pure uno scolaretto del- le elementari) rende l’idea di quanta improntitudine abbia caratterizzato la narrazione di una calamità naturale, invero insussistente. Prendere bare da un luogo e portarle in un altro, raccontando che dentro ci sono morti di covid, mentre c’erano poveri annegati, la rende ancora meglio. Poi è stato reso noto abbastanza, che ai morti di qualsiasi altro accidente, ve- niva assurdamente praticato il tampone, così da poter far ri- sultare alle statistiche centinaia di migliaia di morti “da” covid-19. Faceva comodo alla narrazione pandemica.
La pandemia si è totalmente re- tta su farlocchi “tamponi”, che davano positivo a casaccio, ti- pizzando come “affetti da covid” soggetti persino “asintomatici”, che non presentavano nemme- no i segni del “raffreddore” co- siddetto. Inibendo la “farsa” dei tamponi meno seri scienti- ficamente del test dell’acqua e dell’olio delle fattucchiere, non ci sarebbe stata nessuna pande- mia, nessun contagiato e nessun pericolo di contagi. Chi si è reso artefice ed “operatore sanitario” (medici e farmacisti) della più grande pagliacciata del secolo, dovrebbe essere chiamato a ris- pondere in sede penale di truffa. Il loro operato truffaldino è in- difendibile. Non potevano non sapere che i test del tampone, fatti credere addirittura con 2 gradi di precisione, erano “evi- denze scientifiche” paragonabili al testa e croce. Tant’è che si guardavano bene dal ripetere il test due volte o meglio 3, come fanno le fattucchiere, (per di- mostrare di essere serie) perché ovviamente il risultato dopo solo pochi secondi poteva essere +, poi – e ancora – magari, del tutto a casaccio.
Quanto alla terribile estorsione, ricorrendo al peggior ricatto, del “punturone”, ci ha pensato intanto la Giudice di Firenze a mettere nero su bianco. Anche su questo punto. Che si pos- sa lasciare senza stipendio una persona, perché giustamente si oppone all’inoculazione di un intruglio mortale, apparirebbe assurdo ad un capo tribù india- no e uno scherzo di pessimo gusto, in un tribunale dell’anti- ca Roma. Nel diritto Romano, che è la base del corso di Studi di Giurisprudenza, è impensabile correlare il salario a qualcosa che dovrebbe farsi fare corporal- mente il lavoratore. Che un af- fronto al Diritto l’abbiano fatto dei fuori di testa, millenni dopo, rende possibile che il Governo possa legiferare assurdità della serie: “chi non dona il sangue non ha diritto alla stipendio” e persino il diritto a vivere potre- bbe perderlo “chi non dona gli organi”. (Vengono depredati su soggetto vivo. Organi del sogget- to morto non servono più mezzo secondo dopo il decesso, vero).
Vi piacerebbe una iniziativa go- vernativa del genere? Chi fos- se rimasto inorridito da questa ipotesi e sorride allegramente di fronte all’imposizione d’autorità (peraltro politici mai eletti da nessuno) di farsi iniettare grafe- ne, metalli pesanti estremamen- te tossici, cellule He-La, centri- fugati di embrioni umani e forse anche di animali, e misture che modificano, non si sa come, il DNA, probabilmente legge tro- ppi giornali e vede troppa TV. I protagonisti di cotanto schifo e orrore meritano il processo ri- servato ai criminali e di essere condannati come criminali. Lo scopo del processo di Norimber- ga non era semplicemente con- dannare i leader del nazismo. Più importante era mantenere la memoria di quel che era rius- cito a fare un regime di crimina- li. Nemmeno noi dovremmo mai dimenticare i nomi di “quei” protagonisti, che ancora vorre- bbero torturare la gente con le mascherine (che ostacolano la respirazione e peraltro sono fatte col grafene, da fabbriche che ce ne mettono a iosa, per farlo res- pirare ai giuggioloni felicissimi di indossarle), non paghi di tut- to il male che hanno comminato all’umanità con i “decreti legge”, deprecabili “decretinate”, effica- ci a rendere la vita delle persone, molto simile a quella vissuta nei tempi neri, nei lager. Ero tenta- to di dire peggiore, ma un senso di profondo rispetto per chi in quei posti demoniaci, ci si è tro- vato, mi ha trattenuto.
