LA VERA SCOPERTA DI RUTHERFORD SUL NUCLEO

Come sia fatto davvero un atomo, la Scienza “omologata” ancora non lo sa. 

L’ipotesi dell’atomo “bucato” con limite strutturale a 112, dello studente di Fisica che la propose nel lontano 1976, non è pia- ciuta per niente e continuerà a non piacere. In questo articolo è spiegato perché l’Esta- blishment non vuole sentirne parlare. Finalmente spiegherebbe il senso del famoso esperimento di Rutherford, che portò ad abbandonare l’errato modello atomico detto a “panettone” e al modello più verosimile, con il nucleo centrale e gli elettroni orbitanti. Il modello finalmen- te rispondente alla vera struttura atomica è stato presentato nel libro “Cosa sono e quanti sono gli Elementi chimici”.Le implicazioni in campo medico sono sconcertanti: non ci sarebbe bisogno di far- maci, ne’ di chirurgia, perché ogni atomo di cui è fatto il corpo umano è Intelligente e sa cosa deve fare in caso di problemi di salute. Quelle in campo scientifico generale sono semplicemente incredibili: è chiarissima l’origine dell’Universo, non dal Big Bang e cosa sono i buchi neri e cos’ è il “grande Vuoto” di Rudnick e perché non si potrà mai andare oltre la quota di 400 Km e quin- di raggiungere la Luna, contrariamente a quel che viene fatto credere, riproponendo ossessivamente in TV gli “sbarchi” di mez- zo secolo fa. Questo numero si consiglia di conservarlo: parla di una grande scoperta, rivisitata con attenzione, che aprirà, se non boicottata dagli orientamenti ideologici, che già ab- biamo conosciuto (ahimè!!!), degli orizzon-ti scientifici straordinari. Stiamo parlando di quell’epocale esperimento, fatto più di un secolo fa, consistente dello sparare dei nu- clei di Elio su una sottilissima lamina d’oro. Ruther- ford vide che alcune “particelle alfa” (sono i nuclei di Elio) venivano a volte deviate, altre venivano a volte respinte, come palloni calciati addosso ad un muro e capitava che molte di loro attraversassero la lamina d’oro, penetrandola come un proiettile sparato da una pistola, penetrerebbe il burro. Fino a quel momento lo stato dell’arte in fisica atomica prevedeva di configurare l’atomo analogo ad un panet- tone. Con dentro la sua uvetta. Praticamente come un “concentrato” di carica positiva, la pasta del panettone, con dentro le cariche negative, già denominate ELET-TRONI, a mo’ di uvetta. Questo modello era detto “a panettone”, dai Fisici, che talvolta, quando brancola- no nel buio, si abbassano ad usare esempi terra-terra, per essere capiti e anche per capirci loro stessi. Il risultato dell’esperimento di cui sopra, alcuni nu-clei di Elio che passavano indisturbati nel “panettone”, non poté non indurre a riflettere e a farsi un’idea diversa dal panettone, infarcito di elettroni. Rutherford riconfigurò mentalmente la struttura ato- mica, vedendoci un nucleo nella porzione centrale, che poteva essere la causa del rimbalzare delle parti- celle alfa, qualora vi cozzassero frontalmente e della loro deviazione in caso di scontro non proprio frontale. Che le particelle alfa, frequentemente, passassero in- disturbate, poteva avere solo una spiegazione: stava- no passando nel “vuoto” lasciato dagli ELETTRONI, i quali furono immaginati come piccolissime sferette, cariche di polarità negativa, poste a ruotare intorno al nucleo, analogamente a come ruotano i pianeti del Sistema solare, intorno al grande Sole centrale. Di vuoto per far passare particelle, pur cariche positive, come lo sono i nuclei di Elio, in tale visione immagi- naria della struttura atomica, ce n’è più che abbon-dantemente. Questa idea “geniale” (ma non Vera) relativa alla struttura a “cerchi concen- trici” intorno ad un cerchio massiccio, chiamato NUCLEO, dell’ATOMO, ha segnato un secolo e più di Fisica atomica e nucleare e il “modello” rappresentativo di questa concezione empirica è detto atomo di Niels Bohr.  Adesso siamo nell’anno 2023, è tra- scorso più di un secolo.  E’ incredibile, ma è vero, la “scienza omologata”, per capirci; quella che finisce sui libri universitari e non solo universitari, anche delle “medie su- periori”, ancoradàperbuonalaspie- gazione semplicistica del “vuoto” tra le orbite elettroniche, così come c’è molto vuoto tra Marte e Mercurio o tra Venere e Giove. Però la spiegazione e un’altra.

PER CAPIRE COME FUNZIONA L’ATOMO

L’a-tomo, come da nome, non può essere “tagliato”, per vedere come è fatto dentro. Peraltro ogni atomo ha un nome: Idrogeno, Ossigeno, Ferro, Oro, Mercurio … a seconda di quanti elettroni con-tiene “d-entro” di se. Quindi l’atomo è la più piccola par- te, indivisibile, di un Elemento. Mai parlare di atomo, dimenticando di dire di quale Elemento stiamo par- lando. Ecco perché è corretto dire atomo di Idrogeno, atomo di Sodio e così via e non semplicemente atomo. Gli atomi legati tra loro si dicono “mo- lecole”. L’acqua è la molecola H2O risultante dal legame di 2 atomi di Idrogeno, con 1 di ossigeno. Non va cercata sulla Ta- vola periodica, come non va cercato l’Ottone, che è una lega molecolare di Rame e Zinco. La Tavola periodica riporta solo Elementi. A tutt’oggi primi dell’anno 2023, la scienza “omologata” non rende noto come sono fatti i rispettivi atomi dei vari Elementi esistenti. Peraltro non rende noto quanti siano esattamen- te quelli naturali e quanti cosiddet- ti –trans-uranici possono davvero esistere, quantomeno teoricamente, dacché Elementi di numero atomico superiore a 100 riempiono soltanto la Tavola Periodica e non i cassettini dei laboratori, a motivo dei bassis- simi tempi di dimezzamento a cui si assiste dopo il numero atomico 100. (Per radioattività l’Elemento, fatto di moltissimi atomi, vede dimezzare il numero di atomi con rapidità, che si misura in frazioni di secondo, e di lì a poco non ce ne rimane nemmeno 1, dopo la sintesi artificiale ottenuta nei giganteschi collisori atomici, ormai non più operativi per la corsa a riem- pire la Tavola Periodica, da quando un umile Fisico italiano ha dimostra- to in modo più che convincente che la teoria della “stabilità del nucleo” per certi numeri atomici “magici” era un po’ troppo avulsa dalla realtà di come funziona la Natura). Considerato che oggi ci sono al mondo delle Industrie spaven- tosamente tecnologiche, vedi l’Industria automobilistica im- pegnata a realizzare autovetture normali da strada, che raggiungo- no velocità prossime a 500Km/h con prestazioni sconcertanti o quella aeronautica, che produce velivoli fantascientifici, dotati di motori a reazione di una com- plessità inimmaginabile, dove sono necessarie conoscenze me- tallurgiche e chimiche in genere, estreme; la domanda nasce spon- tanea. Com’è possibile che questi Tem- pli della tecnologia non sentano l’esigenza di approfondire, con nozioni sulla intima struttura della materia, il dettaglio della struttura atomica Elemento per Elemento? Quando fu editato il libro “Cosa sono e quanti sono gli Elementi”, mi aspettavo una richiesta di co- pie talmente alta, da richiedere numerose ristampe. In realtà fu acquistato soltanto da semplici “cultori di conoscen- za” non addetti ai lavori in cam- pi scientifici da far impallidire e fu esaminato dettagliatamente, pagina dopo pagina, dimostran- do di averci capito qualcosa, in particolare da persone non in possesso di laurea in aree scienti- fiche. Qualche Avvocato e qual- che diplomato di licenza media, dette segno di aver spulciato con attenzione testi e disegni. Nessun laureato si dimostrò tanto attento. Incredibile ma vero, ci sono stati autori di testi scientifici mostruo- si, magari sugli insetti, per dirne uno di argomento, che si sono spinti in dettagli, descrivibili in decine di tomi di migliaia di pagi- ne ciascuno, ma nessuno al mon- do ha mai avuto la “vocazione” di definire quanti debbano essere gli Elementi chimici e cosa “ci sia dentro” ciascun Elemento. La struttura atomica non suscita in- teresse? Solo lo scrivente ha sviscerato l’a- tomo. E nemmeno è stato apprezzato in campo scientifico, “omologato”, ag- giungo, ad onor del vero. Peraltro ulti- mante di ogni Elemento non solo si è dettagliata la composizione barionica del nucleo. Che già sarebbe qualco- sa di incredibilmente avanzato, per l’Università. Si è arrivati a dettagliare la composizione in QUARK di ogni barione, nel dettaglio ultra-fanta- scientifico delle cariche di “colore“ e di “sapore”. Un lavoro certosino e da competenza “matematica” ultra-ter- rena, che è stato portato a termine dall’Ing. Barbara Bellagente e pub- blicato anche in lingua internaziona- le nel libro, che forse in questo mo- mento è il meno venduto nel mondo, che mi pregio di mostrarvi in figura di copertina.

UN SECOLO DI ATOMO SENZA CAPIRE COM’E’ FATTO DENTRO

La bomba atomica fu fatta esplodere senza la minima cognizione di cosa fosse l’atomo. Scusate se lo dico: un certo sospetto che una volta avviata la reazione progressiva ad andamento “esponenziale”, non si sarebbe più fermata, c’era. Eppure gli scientisti (gli scienziati non avrebbero osato e prima di mettere a ON, avrebbero voluto capire meglio com’è fatto l’ato- mo) senza tanti scrupoli, hanno fatto esplodere il loro “giocattolo”, fregan- dosene altamente delle conseguenze. Tant’è che si sono messi seduti a poca distanza a “godersi” lo spettacolo e nessuno di loro si è invecchiato. Sono tutti morti di pioggia di radioattività, che è loro piovuta addosso abbondan- temente. Basti questo per qualificare chi si autocelebra scienziato, come meriterebbe. Per il momento politico pericolosissimo, che stiamo or ora vi- vendo, sarebbe auspicabile una bella selezione, che distingua scienziati e scientisti, dacché, non so se lo ave- te capito, certi “signori” vorrebbero tornare ai reattori termonucleari, (l’a- vevate capito, senza che ve lo facessi notare io?) col pretesto che manca l’e- nergia e qualche “piccolo” sacrificio  bisogna pur farlo. Sappiate che se andate a chiedere a questi “imbroglia popolo” com’è fatto un atomo, non solo non lo sanno, che è già grave, per chi vorrebbe fare l’energia con la fissione nucleare “scalda acqua” (pas- sando dall’acqua calda alle turbine con gli alternatori elettrici), ma non si rendono nemmeno minimamente conto di quant’è grave non saperlo. D’altra parte ci sono installatori elettrici, inquadrati immeritatamente tra gli Elettricisti, i quali ignorano del tutto i passi che hanno portato dalla pila di Volta, all’esplosione della elettrificazione in tutte le case e pur montando quadri elettrici complicatissimi, alquanto scenografici, dimen- ticano di metterci dei componenti, che sarebbero es- senziali per la sicurezza in casa, per non farvi arrivare una bolletta della “luce” coerente col reale assorbimen- ti elettrico, di cui avete usufruito e per non mandarvi fuori uso apparecchiature che avete pagato un occhio della testa. Purtroppo se c’è un settore tecnico, in cui all’estremo avanzamento tecnologico, non ha fatto seguito un avanzamento delle conoscenze teoriche di base, quello è senz’altro il settore elettrico ed elettro- nico. A meno che non si voglia concedere l’ignoranza teorica, compensandola con l’apparenza che le cose bene o male stanno funzionando. E’ solo apparenza: è vero che il televisore il film ve lo sta facendo vedere e anche molto bene, oggi che è stata introdotta l’alta de- finizione delle immagini in “digitale”, ma è vero pure che in un momento qualsiasi potreste vederlo “fuma- re”, perché non è alimentato a tensione alternata 50 Hz stabile. Qualora poi un elettricista con la e minuscola, vi avesse dotato l’abitazione con l’impianto fotovoltai- co, che tanto va di moda adesso, ma equipaggiato con un inverter a “onda quadra”, il fumo da TV, apparati HI-FI e quant’altro di abbastanza costoso, lo vedrete uscire “subito”.

Immediatamente, pochi minuti dopo aver pigiato i tasti di accensione o “telecomandato” per la funzione ON. E quello stesso elettricista vi farebbe ricompera- re tutti gli apparecchi di nuovo, mettendola che siete stati sfortunati. E che la sfortuna vi sta perseguitando, anche se bruciate tutto di nuovo. Quel grande “pro- fessionista” potrebbe non avere la minima cognizione della nozione di “onda sinusoidale pura” e su questa definizione tecnica, magari ci farebbe una battuta ses- suale, sorridendo, per l’analogia con la purezza di una verginella e dell’andamento tipico della funzione ma- tematica “seno” (state tranquilli che pure questa parola lo fa arrossire) e coseno, con cui i generatori rotanti generano una perfetta sinusoide a 50 Hz di frequenza. 

I “tira e spella fili”, che si arrabattano con impianti alla meno peggio, “pur omologati”; sono persone che può capitare che non abbiano studiato più di tanto, e per- tanto è ovvio che debbano arrangiarsi come possono, per sbarcare pure loro il lunario. Che però dei Fisici nucleari continuino a caldeggiare il ricorso al “nuclea- re”, per produrre energia elettrica, fa cadere le braccia a terra. Scusate se lo dico. Scaldare acqua portando atomi alla “fissione”, per poi col vapore far girare la turbina, rasenta il pazzesco. Però pazzesco da “camicia di forza”! Qualcuno di voi lettori glielo vada a dire che Albert Einstein meritò il premio Nobel in Fisica, per aver scoperto l’effetto fotoelettrico. Quel particolare effetto per cui si produce elettricità, direttamente, sen- za prendersi il disturbo di “scaldare l’acqua”. (Scoprire l’acqua calda è il colmo di un Fisico”generico”, figuria- moci di un Fisico nucleare).  Vi ho fatto leggere tutto questo prolegomene di righe su righe, che sarebbero state pure “stucchevoli”, se non vi avessi fatto ridere, con qualche battutaccia da “ca- serma” , per rendere il più chiaro possibile, che non si può più sopportare, ora che siamo nel 2023, che “Elet- tricisti” (è un qualificativo elevato, non già sinonimo di “spreca filo”) e “Fisici” (I fisicisti è ovvio che non lo sappiano) io me la cavo a parlare in lingua inglese. (Avrei dovuto dire, meno di come io so parlare in lingua cinese, ma non ho voluto esagerare). Sia ben chiaro che nelle questioni scientifiche vale il criterio di Popper, per il quale chi non si sottopone al criterio della “falsificabilità”, chi non consente agli ad- detti ai lavori molto qualificati e competenti di stabilire se possa essere vero o falso un modello proposto, più che un uomo di Scienza è un millantatore. Abbiamo ancora fresco il ricordo dei millantatori “virologi” e non vado oltre: non hanno mai permesso di verificare il ri- sultato dei tamponi, ripetendolo, di fronte ai “negazio- nisti”. Questa volta, ripetendo attentamente l’esperimento di Rutherford, intanto un’idea non pochino più “vicina al vero” del perché le particelle alfa a volte rimbalzano, a volte vengono deviate e spesso penetrano con facilità, nella lamina d’oro, credo che il “disincantato” speri- mentatore, se la possa fare. Per disincantato intendo dire, quello di sperimentatore disposto a non credere ciecamente che i nuclei di Elio trovano un “pertugio” tra i 78 elettroni dell’Oro e per questo passano facile. Potrebbe essere attendibile che quelle “cose” corpu- lente, penetrano indisturbate, per effetto di quello che un certo Corbucci, ha scoperto che c’è di “immateria- le” nel “core” degli atomi. I miei lettori “navigati” san- no che mi riferisco al mio “Vuoto Quantomeccanico”, ma li prego di far finta che non lo sanno. In questo articolo dobbiamo far conto di non sapere com’è strutturato l’atomo, come non lo si sapeva ai tempi di Rutherford. E bisogna rimanere sorpresi del risultato dell’esperimento, come allora. Come se fosse un vero “enigma”. Ora un modello atomico c’è. E c’è anche un modello di nucleo. La “falsificabilità popperiana” è pienamen- te applicabile: basta verificare se è vero o no che gli elettroni si allineano e si affiancano nel “palazzo ato- mo” in modo conforme a come gli Elementi chimici si affiancano e si sovrappongono nella “nuova” Tavola pe- riodica. E se è giusto chimicamente che certi Elemen- ti siano sovrapposti e affiancati come appaiono sulla “nuova tavola”. Questa verifica la può fare un umile docente di Chimi- ca della scuola media, della scuola superiore e dell’U- niversità. Nessuno dei 3 è più competente dell’altro a farlo. Poi passiamo al nucleo. Pure la verifica se un certo Ele- mento tenga davvero un certo barione come “ultimo barione”, nel proprio nucleo, non credo che sia cosa da doverci scomodare … Peter Higgs. Nomino lui, perché lui lo ha verificato che è vero. Lo so, che lo ha fatto. Quanto alla verifica se davvero il Sistema periodico ha “capolinea” a 112, anche questa è stata fatta. Dal più grande Istituto di Fisica atomica della Terra, che ha “chiuso” la ricerca dei trans-uranici definitivamen- te nel Novembre dell’anno2000. Lo so, perché ero lì al GSI di Darmstadt. La loro tavola periodica riporta, ad onore del vero, 112 Elementi e l’ultimo si chiama Copernicio, sigla Cn. In conclusione potrei affermare senza tema di smentita che il mio modello di atomo-112 e il mio modello di bario- ni-103 presenta il 100% di probabilità di essere VERO. Ma non posso essere io a dirlo. Deve essere la Comunità scientifica, peraltro a concludere che sia FALSO, appurato che non possa essere VERO, rilevata qualcosa che non “quadra”. Io non vedo l’ora che si pronunci e dica cosa non quadra. Nel frattempo mi permetto di dolermi che nel 2023 ancora si dia l’immagi- ne dell’atomo a cerchietti concentrici, con 126 elettroni. E’ sempre meglio del modello a panet- tone, con l’uvetta dentro al panettone. Però non è ancora il modello rispon- dente scientificamente. Non è ancora il modello che consen- tirebbe agli Astrofisici da spiegare la formazione dei “buchi neri” e la sco- perta di Rudnick del “Grande vuoto” e tanto altro, di ancora enigmatico. Scusate se faccio notare che la Scienza crescerebbe, più di quanto è cresciuta col primo passo dell’Uomo sulla Luna. Che … potrebbe non esserci mai stato. Chissà. Solo col criterio di Popper si potrebbe sapere… La spiegazione del perché i “raggi alfa” molto più spesso passano nella lamina d’oro, anziché essere respinte indietro o deflesse, come talvolta si vede che succede, c’è ed è attendibi- le. E’ molto verosimile che il rimbal- zo occasionale sia dovuto al “frontale” coi protoni del nucleo e che il più con- sueto “attraversamento” senza intop- po, trovi ragione nel “vuoto” abbon- dante lasciato dagli elettroni in orbita intorno al nucleo. Alla luce però delle acquisizioni di fi- sica sub-atomica sulla visione “proba- bilistica” della posizione dell’elettro- ne, ritenuto non proprio la particella che descrive orbite analoghe a quelle dei pianeti intorno al Sole, quanto una sorta di “nube”, conformata secondo la nozione di orbitali s, p, d, f; qualche domanda nasce spontanea e l’enigma è inevitabile.

DENTRO L’ATOMO GLI ELETTRONI RUOTANO DAVVERO?

Questo enigma lo risolvemmo insie- me, con l’Ing. Barbara Bellagente, mentre concepivamo il libro, che poi è finito in tutto il mondo, in lingua inglese. C’è anche la versione in ita- liano. Lo spunto di riflessione fu il seguente: all’interno dell’atomo non c’è il tempo. Per ruotare gli elettroni acquisirebbero una velocità, che è la derivata dello spazio, rispetto al tempo. (V = s/t). Non es- sendoci più il tempo, è da escludere ogni moto rotatorio. Questo assunto appare senz’altro molto sconcertante. Tuttavia è la chiave di lettura dei misteri della fisica quan- tistica. C’è una netta dicotomia tra MACROCOSMO (il mondo reale) e MICROCOSMO (l’interno dell’atomo). Quello che succede dentro l’atomo è semplicemente im- perscrutabile, inimmaginabile, ai confini della realtà. Invero non succede niente! E’ tutto immaginifico. Con la microtelecamera a “guardare” non ci si può andare. (E’ una battuta!). Un po’ come non si può andare a vedere cosa fanno le suore di clausura la notte dentro i conventi. Scusate l’e- sempio prosaico, ma che emozionalmente ci riporta a metterci una pietra sopra. Bando alle esemplificazioni, come vedremo tra poco, è arrivato il momento di abbandonare concezioni scienti- fiche, diciamo “forzose”, che finora sono state prese per buone e di metterci a fare le persone serie, come devono essere i Fisici, i Chimici, gli Ingegneri, i Biologi, i Medici e i Professori di materie importanti, vagliando possibili nuove concezioni davvero scientifiche e sotto- ponibili al criterio della falsificabilità. Sarebbe a dir poco meschina la resistenza ad accogliere nuove conce- zione, dacché mettono in luce l’impossibilità di andare sulla Luna, mettono in discussione attuali orientamenti in Medicina perentori, ma per niente forieri di felicità, schiudono orizzonti conoscitivi tali da aprire la porta a discipline malviste dagli scientisti (interpretazione scien- tifica dei fenomeni paranormali) etc. . L’abbiamo visto come finora non sia stato glorioso affos- sare le evidenze scientifiche (quelle vere sul serio) per far continuare narrazioni demenziali, per esempio sulla a-pandemia. Continuare con le altrettanto stupide nar- razioni sui futuri insediamenti umani sul suolo lunare e poi su quello marziano, non farà bene alla Scienza con la s maiuscola. Poi non ci si lamenti delle tragiche conseguenze. Viva la differenza, si diceva una volta … La scienza che manda uomini sulla Luna e dispone di mezzi sem- plicemente stratosferici (addirittura un Collisore adronico di 27 Km di circonferenza, che diventerà presto di 100 Km e strumenti di calcolo mo- struosi) a tutt’oggi sa dare dell’ato- mo, nella fattispecie di quello relativo all’Oro n.a. 79, una immagine “pit- torica” molto semplice e per niente dettagliata sulla esatta posizione degli elettroni, che fanno parte dell’atomo stesso. La Scienza molto umile e artigianale (che afferma senza tema di smentita che uomini sulla Luna non ci possono arrivare) già nel 1976 aveva saputo rappresentare tridimen- sionalmente l’atomo Oro, mostrando l’elettrone ultimo n°79 come 8° del decupletto elettronico indicativo de- gli Elementi di transizione di classe B. Peraltro si vede chiaramente anche il nucleo “centrale”, nel preciso det- taglio della composizione barionica, che non si limita ad enumerare solo protoni e neutroni. Man mano che si sale di numero atomico, già l’atomo di Litio n.a. 3, presenta nel suo nucleo il barione Lambda0, non già un sem- plice 3° neutrone, come è molto più facile ritenere. E così via. Infatti l’O- ro come ultimo barione nucleare pre- senta il barione Xi77 (si legge csi77). Visibili in trasparenza nella figura 2. Scusate se è poco. Ora che abbiamo il modello più aderente al vero, spie- ghiamo l’esperimento di Rutherford … meglio. 

MODELLO DI NUCLEO OMOLOGATO E NON OMOLOGATO A CONFRONTO

Stante la nostra umiltà e la nostra consapevolezza che l’Intelligenza di cui abbiamo potuto beneficiare, per arrivare ai dettagli scientifici, semplicemente inarriva- bili con l’omologazione, ci è stata concessa dai 2 abi- tanti nell’area NERA, che sono i Genitori della Materia V e T e secondo le Scienze teologiche la Madre di Dio e Dio, proprio perché siamo umili e non credia- mo affatto che l’uomo discende dalla scimmia e che ora c’è in corso un’epidemia, che presto sarà pandemica, di vaiolo della scimmia e in tante altre stupidate; non ci vantiamo della evidente differenza. Tuttavia lo capite da soli cari lettori che è troppo sem- plicistico fare Fisica nucleare mettendo palline rosse, ad indicare i PROTONI e palline gialle ad indicare i NEUTRONI. E’ anche sorprendente, perché obbiettivamente l’in- clinazione a scendere in dettagli minuziosissimi, i portati alle Scienze fisiche, matematiche e naturali, c’è l’hanno e come se ce l’hanno. Non si capisce perché … non si applicano! Dovesse esserci una ragione ON- TOLOGICO-TELEOLOGICA, della serie, “quando si sapesse tutto sull’origine dell’Universo, l’Universo non avrebbe più ragione di esistere”, comincerei a preoccuparmi Tuttavia che nella vita sia meglio sapere che non sapere, è sttao dimostrato “recentemente” (!). Vero è che così come è lo stato dell’arte in Fisica, la Scienza rischia di “impatanarsi” e di doversi inventare ancora conquiste astronautiche impossibili, ri- sultati tecnologici improbabili e tanto altro di “finto”, che prima o poi il popolo se ne accorge di essere preso spudoratamente per il … culo. (che la “a-pandemia” sia stata una ignobile gran presa per il culo, per “ten- tare” (!) di instaurare un regime “democratico” = del de- monio, dovrebbe essere abbastanza chiaro. Per asseri- re che c’è il capra virus e che non è così, ci vuole una improntitudine vergognosa). Gli Illusionisti professionisti lo sanno bene, che se vanno troppo oltre l’illusione, rischiano di far scoprire il trucco e di prendersi addosso pomodorate e uova marce. Prudentemente si fermano, contentandosi di aver trasecolato i giuggioloni in prima fila. Si prendo- no gli applausi e fanno chiudere il sipario. (Riaprire il sipario dopo che si è scoperto il trucco è da idioti).

Veniamo al punto. Confidiamo che non riteniate una presa per i fondelli il modello di nucleo, realizzato insieme all’Ing. Barbara Bellagente, dove siamo arrivati al dettaglio della com- posizione in QUARK con i “colori” e i “sapori”, dei 103 barioni, che compongono il più grande atomo possi- bile, che è il Copernicio n.a. 112. (Dovrebbe qualcuno di voi lettori, ricordare l’esempio che feci del “palazzo atomo con 112 appartamenti, di cui 50 collocati nella scala A e 62 nella scala B, dove ci sono disponibili sol- tanto 103 scantinati, poiché la “differenza 9 tra 112 e 103” è servita a scavare il “sotterraneo della materia”, da cui attingere materiale per edificare il palazzo stesso). Per vostra tranquillità vi garantiamo che è un model- lo, che va ben oltre, il sogno della Fisica nucleare, di poter disporre di un Sistema Periodico delle particelle sub-nucleari. Un po’ come se come regalo di laurea un padre avesse promesso una bella auto sportiva, il ram- pollo sognava di trovarne una di quelle fantastiche e ci trovasse sotto casa una Bugatti. (E’ la più veloce del mondo). Dovesse essere che vi stiate chiedendo perché il CERN non manda la Gianotti di corsa ad acquisire il modello, che voi state osservando; NON la manda per via di quelle caselle nere. In molti mi chiedono come mai, dopo che i miei lavori sono finiti nella mani dei maggiori scienziati, che ope- rano nei più importanti Istituti scientifici del mondo, non succeda nulla. Già al GSI dove fui convocato per trovare la ragione per la quale l’atomo 114 non compa- riva, mi spiegarono che sarebbe stato impossibile, al momento, rendere ufficiale che il modello di atomo con 126 elettroni, era da rifare. A parte l’imbarazzo che il limite strutturale l’aveva calcolato un umile out- sider, di professione medicastro alla ASL, che non è da escludere del tutto, pare che sia molto difficile far cambiare dei paradigmi, se non fa comodo cambiarli, inquelmomento. Un po’ come il Sole che doveva per forza girare intorno ai pianeti e non viceversa, per cui Galileo se la passò molto male, anziché essere portato in gloria nel 17° secolo. Addio Bosone di Higgs (peraltro Peter Higgs ne sarebbe ben lieto), addio gravità intesa come corrente di bo- soni gravitoni, rilevabili sotto forma di onde gravitazio- nali e fine dei viaggi spaziali. Questo sul piano applica- tivo. Sul piano concettuale ideologico, addio ateismo. Addio pure al materialismo e a tutto ciò che fa gioco all’Economia mondiale. Comunque c’è sempre il rovescio della medaglia. Non si sa mai che davvero la gente si sia stufata di essere presa per il naso. Tante persone stanno malissimo per essersi fatti il punturone e tantissmi sono andati in cielo a raggiungere il Vuoto Quantomeccanico. La Casa di Dio. Chissà che non cominci a farsi delle domande e a desiderare una scienza un pochino più seria, di quella che è stata protagonista di tanta improntitudine, mai vista prima.

VEDIAMO PERCHE’ LE PARTICELLE ALFA PASSAVANO NELL’ORO

Per capirlo intuitivamente dobbiamo procurarci l’immagine realistica della struttura dell’atomo di Oro. Molto diversa dalla compagine di palline gialle e rosse, dove è ovvio che i raggi alfa cozzandoci con- tro, non potevano che rimbalzare. Nella struttura realistica, si vede chiaramente che vi è l’area nera del Vuoto Quantomeccanico, che molto probabilmente (poi rifletteremo sul perché) è come “panna montata” (come burro già opporrebbe una certa resistenza) per un proiettile sparato da una pi- stola. Dove ci sono barioni, i raggi alfa incontrano una “barriera di Coulumb”. Una certa carica elettrica, che li respinge fortemente. Dove non ci sono e c’è area nera, non c’è proprio nessuna barriera elettrica. Si capisce che i nuclei di Elio transitano indisturbati, del tutto. L’ipotesi “omologata” che i nuclei di Elio transitano indisturbati tra gli shell elettronici, vale a dire in tutto l’intero Atomo, ritenuto praticamente VUOTO, appare una forzatura, considerato che la nozione di “vuoto” tra un livello atomico e un altro è errata. Ve- dremo che in Fisica parlare di vuoto non è consentito concettualmente. Non c’è altro “pertugio”, per far passare le particelle alfa dell’esperimento di Rutherford, che quell’area nera indicata nella struttura nucleare dell’Oro. Questo assunto rivoluziona la Fisica radicalmente. Chi glielo va a dire a Ernest Rutherford che le parti- celle alfa nella sua lamina d’oro, trovavano pertugio per passare tranquillamente proprio nel nucleo ato- mico stesso dell’oro, la cui struttura nucleare presen- ta abbondantemente un’area nera, immateriale, che non offre alcuna resistenza al passaggio della materia?

VUOTO QUANTOMECCANICO COME PANNA MONTATA ?

Rutherford vide che alcune particelle alfa venivano a volte deviate, altre volte venivano respinte e capitava che molte di loro attraversassero la lamina d’oro pe- netrandola come un proiettile sparato da una pistola, penetrerebbe il burro. In questo articolo diciamo … “panna montata”, ma il Vuoto Quantomeccanico è molto, molto, molto più penetrabile della panna mon- tata. Non ci credete?  La scoperta del “Vuoto Quantomeccanico” fatta da uno studente di Fisica 22enne nel Dicembre 1976 ha scardinato un motivo di vanto della Fisica: che come disciplina scientifica si occupa di cose che si “toccano con mano”, si pos- sono misurare e rilevare con mezzi strumentali. Tutto il resto per la Fi- sica è inconsistente e lascia che se ne occupino sognatori, visionari, poeti fantasiosi. Non sa che ad essere inconsistente è la materia, poiché la consistenza di un corpo si valuta da quanto è poten- te gravitazionalmente. Una stella di neutroni è consistente in modo paz- zesco e quando i neutroni “quarkizza- no” rimane un “buco nero”, potente sul piano della gravità nel modo più estremo. Ebbene, nel “core” del nu- cleo di Oro c’è la medesima sostanza (sub-stantis) che c’è nei buchi neri. Gravità allo stato puro. Com’è possibile che la materia penetri nella gravità allo stato puro, come nel- la panna montata? La risposta vi lascerà di stucco: le particelle alfa, i nuclei di Elio, attra- versano il Vuoto Quantomeccanico “insensibili” alla gravità (La Scienza ha sempre annotato con perplessità che le particelle sub atomiche e sub nucleari sono del tutto indifferenti alla gravità, che crede essere una For- za fisica. Dovrà prendere atto che sono gli Atomi oggetto di a-trazio- ne gravitazionale e tanto più, quanto meno è il loro numero atomico. Ha già preso atto che la sfera di alluminio cade dal tubo di Torricelli lievemente più accelerata della sfera di ferro, ma lo considera “paradossale”). In altre parole, è l’inconsistenza della materia (dei nuclei di Elio) che per- mette ad essa di non essere “fermata” dal consistente Vuoto Quantomecca- nico. Noi in realtà siamo immersi nel Vuoto Quantomeccanico e non ce ne accor- giamo di cozzarci contro continua- mente, perchésiamoinconsiste n t i. Doveste aver trovato inquietante questa nozione scientifica, potete ag- giungere un altro buon motivo per cui la Comunità scientifica non è attratta molto dalle idee scientifiche, di quel- lo studente di Fisica alla Sapienza di Roma, oggi un po’ invecchiato e ras- segnato a rimanere orgogliosamente il Collega di Rutherford, che final- mente ha capito cosa succedeva ai nuclei di Elio, passando nella lamina d’oro, senza gli onori che ebbe, meri- tatamente, Rutherford. Avrete notato che dopo questo capo- volgimento concettuale della fisicità e della inconsistenza materiale, la Fisica rimane sconvolta. Etimologica- mente la parola Phisique = da phyo = tutto ciò che nasce, riporta la mate- ria (da Mater = madre) a “nascitura” dal Vuoto Quantomeccanico. Da quel “Grande Utero” da cui tutto ciò che esiste viene partorito. Ovviamente il CERN è imbarazzatissimo, ad aver fatto passare un “bosone compatibile” (col Bosone di Higgs) a “Particella di Dio”, la quale crea la materia. In- fatti, ha definito bosone compatibile quella cosa mai scoperta veramente, che non poteva essere l’origine della materia. Lo capisce pure un bambino: poi il bosone chi lo crea? Il CERN è alla ricerca della vera na- tura “fisica?” della gravità. Sappia che non è fisica la natura della gravità. Non è di questo mondo. I gravi cado- no a terra accelerati (principio di equi- valenza) ma il QUID che li fa cadere è introvabile. Tant’è che il bisticcio scientifico rompicapo viene ad essere che la causa della caduta è “g” e l’ef- fetto della caduta torna ad essere “g”. Non era mai successo in Fisica che causa ed effetto co-incidessero. Questo sarebbe rimasto un imper- scrutabile Mistero, se non ci fosse stato un Magazine dal titolo: I NUOVI ENIGMI DELLA SCIENZA a togliere il velo. Quello che gli altri lo ritengono im- possibile, con noi diventa possibilis- simo. Quellocheglialtrivifannocre- dere vero, con noi si capisce perché non può essere vero. Crediamo che i 9,9 euro che avete speso per l’acquisto del presente numero, siano stati spesi non bene, benissimo. Non lo credete anche voi? Peraltro questo numero sarà molto ricercato dai cultori della conoscenza e per l’argomento trattato, potrebbe, forse, rimanere memorabi- le.

CONCLUSIONI DOPO LA LETTURA DI QUESTO ARTICOLO

In questo momento storico la parola “Scienza” è abusata. Se la attribu- iscono auto referenziandosi grandi scienziati, soggetti che la stanno gra- vemente usurpando (vedi i cialtroni che ancora si fanno pagare per “dia- gnosticare” (!) contagi virali attraverso il test dei “tamponi” nasali e peggio ancora, i sostenitori del “vaccino”, che vantano titoli accademici dottorali e di dirigere presidi del SSN). La Scienza, che comunque dal latino è il participio passato scienta del verbo scientere = assaporare, per esempio l’urina di un malato, per un inquadramento dia- gnostico clinico, come si faceva antica- mente, ai tempi nostri s’intende che sia disciplina seria, basata su assunti serissimi e … v e r i f i c a b i l i. 

L’accorato appello dei giganti della Fisica atomica P. Armbruster e .F.P. Hessberger di fronte all’inimmaginabile inghippo della impossibilità a sintetizzare il mitico Atomo-114, atteso per realizzare la iper bomba atomica totale e per tanto altro, sia un esempio di grande onestà e di umiltà. Nascondere gli insuccessi non è glorioso affatto.

Ognuno è libero di pensarla come vuole, ovviamente (la libertà di pen- siero è tutelata dalla Costituzione e “qualcuno” avrebbe voluto abolirla, per toglierla a noi la libertà di pen- siero). E’ libero di credere che siamo stati sulla Luna e che presto andremo pure su Marte, che il liquame giunto in “quinta dose”, fa tanto bene alla salute ecc… ecc… Gradiremmo però che questi “liberi” si astenessero dal ritenere cialtrone e ciarlatano, chi ha dedicato la vita ad approfondire materie, che i loro “personaggi televi- sivi idolatrati” nemmeno conoscono, come la Fisica, la Chimica, la Biologia e tante altre complementari. Per approcciare la Fisica, la Chimica e la Biologia avere un’idea almeno ap- prossimativa dell’Atomo, converrete che è “conditio sine qua non”. Tenuto conto che la gente comune non ha la più pallida idea del concetto basilare, che la sostanza organica di cui sono fatti i nostri organi e di cui siamo fatti noi nell’insieme organico, altro non è che un insieme dei 42 (quarantadue) atomi rilevabili sulla Tavola periodica (non ce ne sono tutti e 90, compreso l’Uranio, grazie a Dio), è già da ritene- re “eccellente” la nozione scolastica della struttura atomica. Si, quella che a partire dall’idea di Rutherford del nucleo al centro e delle palline orbi- tanti, è arrivata all’anno 2023 con quel modello a “cerchietti” concentrici, è sempre meglio del “panettone con l’u- vetta”! In questo articolo abbiamo aggiunto un’ipotesi concettuale: che l’atomo sia “bucato” nel nucleo e negli shell elet- tronici. Questa ipotesi implica che il Sistema periodico abbia lo stop a 112 e che a conferire MASSA (consistenza reale) alla materia e quindi anche a noi, che di materia siamo fatti, sia il Vuoto Quantomeccanico, abitato dai nostri genitori “originari”, che, scu- sate se ci piace chiamare Dio e la Ma- dre di Dio. Per gli atei, indichiamo le “impersonali” lettere T e V, così non si scatenano pesti emozionali. La se- conda implicazione è quella che vuole la gravità, non essere più una corrente di gravitoni, rilevabile ai rivelatori di onde gravitazionali (ci dispiace che molti Fisici preferiscano essere vera la scoperta delle onde gravitazionali. Ci dispiace per loro.) ma l’effetto di quella V e di quella T, più “psichica”, che “meccanica”. Equivalenza gravità peso e gravità pensiero. Allontanan- doci dalla “g” terrestre il pensiero sfu- ma inevitabilmente. Ed è stato verifi- cato dalla NASA. Chiedetegli perche la ISS orbita a 360 – 400 Km di quota e non più su. E’ un’ipotesi concettuale (più che un’i- potesi, da 46 anni) che rompe le uova nel paniere a quelli che vorrebbero dar ad intendere alla gente che gli asi- ni volano. E a dirla tutta, io personal- mente ritengo che fanno anche bene a prendere per il culo i giuggioloni, dacché vogliono essere presi per il culo. In questo momento per tentare di salvare un cliente dalla devastazio- ne del “vaccino”, mi sono preso l’epi- teto di delinquente, ciarlatano, assas- sino, che non può essere Medico. Ad ogni buon conto e per la pace di chi ama i suoi carnefici e le bugie di “scienza” (?) (dette: evidenze scienti- fiche!), questo articolo rimarrà come documentazione, che a loro piaccia o no.

Io sono ancora disponibile a collabo- rare con il CERN, come a suo tempo collaborai con il GSI tedesco, visto il loro bisogno di saper come mai il mi- tico metallo con 114 protoni non veni- va fuori . Potrebbe profilarsi un futuro scientifico meraviglioso e una crescita culturale enorme. Che la “crescita” non sia gradita, perché devono essere vendute “medicine” e protesi artico- lari e liquami salvifici e biglietti per andare a fare turismo sulla Luna è esecrabile, ma che ci posso fare se a molti piace credere agli asini che vo- lano, piuttosto che a come funziona realmente il Creato?

 Da “Gli Enigmi della SCIENZA”